Basilica dei Santi Cosma e Damiano

"Galleria Basilica dei Santi Cosima e Damiano "

 

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Via dei Fori Imperiali – Roma


MANUFATTI LIGNEI DI PARTICOLARE PREGIO:
• BUSTI RELIQUIARI DI UOMO E DI DONNA
• COPERTURA DELLA FONTE BATTESIMALE
• CROCIFISSO E CORNICE DORATA


RELAZIONE TECNICO – ILLUSTRATIVA DEI RESTAURI ESEGUITI
Premessa.
Gli interventi di restauro che hanno interessato questi manufatti lignei di particolare pregio sono stati oggetto della relativa richiesta inoltrata alla Soprintendenza dall’Istituto Arte Artigianato e Restauro in data 17/11/2010. Gli interventi in oggetto si inquadrano in un più ampio programma didattico che l’Istituto sta portando avanti da anni al fine di restituire alla chiesa il suoi preziosi arredi lignei restaurati.
La richiesta è stata accettata dalla Soprintendenza il 5 gennaio 2010 con relativa comunicazione prot. n. 0000053 – 34.13.10.
Al termine dei lavori viene redatta la seguente relazione a memoria di quanto eseguito sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza stessa.

BUSTO DI UOMO RELIQUIARIO
Stato di conservazione.
Il busto-reliquiario in legno argentato presentava numerosi fori di sfarfallamento, dovuti all’azione di insetti xilofagi, sull’intera superficie.
Da un’osservazione a luce ambiente, non sembravano esser presenti né muffe né tanto meno carie del legno.
Il manufatto presentava un ammanco ligneo sulla spalla destra del personaggio.
Le lacune erano state oggetto di un precedente intervento di restauro. Erano palesi sia le reintegrazioni a stucco bianco che quelle pittoriche, fatte adoperando la tecnica dell’acquerello ed usando ora il tratteggio, ora il corpo, ora il rigatino.
Nella parte del basamento erano visibili blocchi diffusi.
Il retro risultava in uno stato di conservazione discreto. Si poteva notare che la preparazione era deadesa e manchevole in molti punti.
L’argentatura aveva subìto nel corso del tempo un processo di ossidazione. L’argento non si presentava più omogeneo come doveva apparire in origine sia sul busto che sul basamento. L’intera superficie era coperta di particellato atmosferico incoerente.
All’interno del busto, dietro ad un vetrino di forma ovale, è conservata una reliquia di cui non si comprende l’entità. Lo spazio in cui essa è contenuta è rivestito con un tessuto a rilievo dorato.

Gli interventi di restauro.
Come prima operazione,è stata consolidata la preparazione con l'utilizzo di Primal, previe iniezioni di acqua e alcol.
Successivamente, durante i saggi di pulitura, dopo aver osservato l'eccessiva aggressività della Saliva Artificiale pura, si è deciso di blandirla con una diluizione in acqua al 70%.
Localizzato l'ammanco ligneo sulla spalla destra del personaggio, è stato realizzato un inserto ligneo e incollato. Successivamente è stato ricoperto di stucco con gesso di Bologna e colla di coniglio e rasato meccanicamente.
Per reintegrare le vecchie stuccature e le parti maggiormente ossidate, si è utilizzata polvere d'argento a guazzo con una base di bolo giallo e colori ad acquerello.
Infine, l'opera è stata verniciata con la vernice Mat.

Materiali impiegati.
Acquerelli
Alcol 94°
Becker
Bolo giallo
Colla di coniglio
Colla di pesce
Gesso di Bologna
Primal
Polvere d'argento
Resina epossidica
Saliva artificiale
Vernice a base alcolica


BUSTO DI DONNA RELIQUIARIO
Stato di conservazione.
Il busto presumibilmente datato XIX sec., ci è pervenuto in buone condizioni.
La doratura è di tipo a guazzo con foglie d’argento con una sovrammissione di mecca.
Erano presenti fori di sfarfallamento dovuti all’attacco di insetti xilofagi, solo sul retro dell’opera; non vi erano però segni evidenti dell’attacco di muffe, funghi o carie del legno.
Si evidenziavano invece alcune colate di sostanze cerose sul retro e un particellato atmosferico incoerente.
Si osservavano ampie dilatazioni della doratura, dovute dall’usura e al continuo sfregamento sull’intera opera e soprattutto sul basamento.
Erano presenti in alcuni punti sul retro mancanze della preparazione, mentre erano assenti mancanze lignee.
Erano poi visibili segni di precedenti interventi, come stuccature reintegrate.

Gli interventi di restauro.
La prima operazione effettuata è stata la rimozione del particellato atmosferico incoerente con un panno, passato sia sul davanti che sul retro.
Successivamente è stata consolidata la preparazione deadesa sul retro con Primal e alcool a 90°, tramite siringhe.
La pulitura è stata effettuata, previo test, con solventi idonei: saliva artificiale diluita al 70% con acqua.
Dopo aver passato il bolo giallo su tutte le stuccature preesistenti e sulle parti ossidate, queste sono state reintegrate con acquarello e polvere d’argento a guazzo, e con oro in polvere diluito nella trementina, tutto con la tecnica del puntinato.
Come ultima operazione il busto è stato verniciato nelle parti reintegrate con una vernice a base alcolica colorata ( gomma lacca ).

Materiali impiegati.
Acquarelli da ritocco
Alcool 90°
Bolo giallo
Essenza di trementina
Guazzo
Gommalacca
Polvere d’argento
Polvere d’oro
Primal
Vernice a base alcolica


COPERTURA FONTE BATTESIMALE
Stato di conservazione.
La copertura lignea della fonte battesimale, datata presumibilmente XVI secolo, presentava uno stato di conservazione discreto. E' interamente dorata con tecnica a guazzo su bolo giallo sulla parte frontale, mentre, quella posteriore, presenta il bolo a vista. Si potevano notare alcuni fori di sfarfallamento di insetti xilofagi, mentre sono assenti muffe o carie dell'essenza lignea. La doratura superstite era in buono stato anche se si potevano notare, oltre a un particellato atmosferico superficiale e coerente, numerose colate di liquido ceroso proveniente da candele.

Gli interventi di restauro.
Per prima cosa si è attuata una leggera rimozione del particellato atmosferico incoerente e con la spatola di ferro di lancia curva sono stati rimossi quei resti di sostanze cerose colate.
Non si è reso necessario il consolidamento né della preparazione con Primal e Alcool a 90° né dell’essenza lignea con Paraloid B72 poiché in ottimo stato. Sono stati fatti dei saggi di pulitura e il solvente ritenuto più idoneo è stato lo sverniciatore poi rimosso con l'acetone sia per la parte frontale dorata a guazzo sia per la parte posteriore con bolo a vista senza doratura. Si è passati, quindi, alla pulitura completa dell’opera con questi due prodotti.

Materiali impiegati.
Acetone
Acquarelli da ritocco
Alcool a 94°
Bolo armeno
Cera colorata
Colla di coniglio
Colla di pesce
Colori a vernice
Gesso di Bologna
Essenza di Trementina
Foglia d’oro
Polvere d’oro
Resina di benzoino
Sverniciatore


CROCIFISSO
Stato di conservazione.
L’opera si trovava in discreto stato di conservazione. Presentava alcune lacune della pellicola pittorica, di parti in cartapesta ed era ricoperto di particellato atmosferico coerente e incoerente. Erano assenti, invece, fori di sfarfallamento di insetti xilofagi, ammanchi lignei e carie del legno. La doratura degli angioletti è a guazzo con foglia d’oro e bolo rosso, mentre per la parte superiore (INRI) la doratura è a missione.

Gli interventi di restauro.
Inizialmente, data la delicatezza del materiale, si è provveduto alla rimozione del particellato atmosferico incoerente con cotone.
Successivamente si è passati ad una pulitura superficiale con triammonio diluito al 50% in acqua, previo saggi di pulitura.
A questo punto si è iniziato a realizzare le stuccature delle lacune con stucco per legno a presa rapida e a portarle a livello con l'ausilio del bisturi.
Infine si è provveduto alla reintegrazione delle stuccature ad acquerello e a realizzarne a cera in alcuni piccoli punti.

Materiali impiegati.
Acquerelli da ritocco
Cera da ritocco
Cianacrilato
Oro in polvere
Stucco per legno a presa rapida
Triammonio


CORNICE DORATA
Stato di conservazione.
La cornice lignea presentava una doratura in polvere d’oro minerale (porporina) ed una preparazione sottostante colorata (rossa). L’opera si trovava in buono stato di conservazione in quanto non presentava problemi strutturali, né attacchi di insetti xilofagi e relativi fori di sfarfallamento.
Era invece evidente la presenza di particellato atmosferico coerente ed incoerente, oltre alla mancanza di limitate parti di decorazione a stucco (modanature) di cui è composta la cornice, le quali erano circoscritte soprattutto agli angoli interni ed esterni dell’opera stessa.

Gli interventi di restauro.
La cornice lignea dorata è stata inizialmente sottoposta a pulitura dal particellato atmosferico coerente ed incoerente, tramite SALIVA ARTIFICIALE, previo saggi e, laddove è stato necessario, è stato rimosso meccanicamente il particellato coerente più tenace con una spatola a ferro di lancia curvo.
Quindi sono state realizzate le stuccature con gesso di Bologna e colla di coniglio per le lacune della decorazione che si trovavano soprattutto in prossimità degli angoli interni ed esterni della cornice.
Le stuccature sono state poi rasate con bisturi e carta abrasiva (400 e 600), ricreando la modanatura originale.
Successivamente è stata realizzata sulle stuccature una colorazione bruno-rossastra con colori ad acquerello, ad imitazione della preparazione colorata originale.
Quindi si è proceduto con la doratura con polvere d’oro minerale (porporina), sia sulle stuccature sia sulle parti originali che presentavano la perdita della doratura con preparazione a vista. La successiva patinatura è stata ricreata passando una mano sottile di gommalacca, poi leggermente abrasa con paglietta d’acciaio finissima ed infine è stato utilizzato un colore a base acquosa (mordente), laddove l’oro era troppo brillante.
Infine è stata effettuata la verniciatura finale con un leggero strato di gommalacca, steso a tampone con cotone idrofilo rivestito da una calza elastica, a scopo protettivo ed estetico.

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