Scheda tecnica di restauro del dipinto su tela: San Pietro d’Alcantara

30 Jun 2022

Inizialmente l’opera era stata identificata come l’estasi di San Francesco, ma grazie al ritrovamento di alcune scritte nei regoli orizzontali (San Pietro d’Alcantara e 19 ottobre), è stato possibile attribuire al dipinto la sua vera identità.
Il dipinto proviene dalla chiesa di San Gregorio dei Muratori (RM). La tela è stata eseguita con la tecnica ad olio e raffigura Pietro d’Alcantara e i due angeli.

Pietro d'Alcántara, (Alcántara, 1499 – Arenas, 1562), è stato un sacerdote spagnolo dell'Ordine dei Frati Minori: da una sua riforma introdotta nella famiglia francescana ebbe origine il ramo degli scalzi. È stato proclamato santo nel 1669 da papa Clemente IX.
Dopo il suo ritorno in Spagna (1553) egli trascorse più di due anni in solitudine, successivamente intraprese un viaggio a piedi nudi fino a Roma ed ottenne il permesso da papa Giulio III di avviare la fondazione di alcuni poveri conventi in Spagna.
Il ramo degli scalzi o alcantarini sorse circa nella seconda metà del 1500, questo vedeva partecipi francescani riformati di strettissima osservanza; egli infatti promuoveva un' austera vita penitenziale ed introdusse delle riforme dirette alla restaurazione della povertà del franscescanesimo primitivo.
Il 4 ottobre del 1897 gli alcantarini vennero uniti assieme alle altre famiglie osservanti nell'ordine dei Frati Minori.
Nel 1826 Pietro di Alcántara fu nominato patrono del Brasile, e nel 1962 (in occasione del quarto centenario della sua morte), dell'Estremadura. La sua memoria liturgica è fissata al giorno 19 ottobre nella Forma straordinaria del rito romano.

STATO DI CONSERVAZIONE E TECNICHE ESECUTIVE

TELAIO
Il dipinto è vincolato ad una struttura di sostegno ligneo originale, la quale presenta quattro regoli ed una traversa in legno di abete, applicati tramite un’unione a tenore e a mortasa. Il telaio, con misure adeguate al dipinto, è caratterizzato da un sistema di espansione di tipologia manuale con biette, di originalità dubbia, difatti risulta assente la struttura di contenimento. Non vi sono evidenti deformazioni, tuttavia emerge un lieve imbarcamento lungo il regolo verticale; nonostante le buone condizioni del telaio, la presenza di materiale estraneo (quali polveri e calcinacci) all’interno del regolo inferiore dello stesso, ha provocato un sollevamento della tela, visibile ad occhio nudo, facilmente risolvibile tramite una rapida pulizia del telaio stesso.

SUPPORTO ORIGINALE
Il supporto è originale, composto da fibra vegetale (non analizzata).

SUPPORTO AUSILIARIO
Il supporto ausiliario è composto di fibra vegetale (N.A.), l’armatura della tela è composta da 12 fili verticali (1cm) e 10 orizzontali. Non ci sono nè iscrizioni nè bolli. La struttura è stabile ed è stata ancorata tramite chiodi a destra e tramite colla a sinistra, l’adesivo utilizzato tra il supporto originario e ausiliario è colla di pasta (N.A.). Tramite un’analisi visiva non sono state individuate tracce di alterazioni biologiche o macchie da umidità e quindi non è stato necessario nessun intervento sulla tela retrostante.

STRATI PREPARATORI
In corrispondenza di alcune lacune situate nella parte inferiore del quadro, è visibile uno strato di colore scuro, riconducibile alla base utilizzata per poi proseguire con la realizzazione del dipinto. Osservando la pellicola pittorica, tramite la lampada di wood, sono emerse lacune di piccole dimensioni, e ritocchi precedenti non databili.

PELLICOLA PITTORICA
La pellicola pittorica è presente su tutta la superficie del quadro, nell’esecuzione di essa è stata utilizzata la tecnica ad olio (N.A.) con pennellate a corpo. Sono assenti iscrizioni e bolli. Inoltre è presente la crettatura, causata da possibili movimenti del supporto; essa coincide con gli strati preparatori, e presenta un andamento irregolare con intensità leggera, corrispondente al colore di fondo. Sono visibili alterazioni della pellicola pittorica, in particolare sono accentuate macchie di umidità, ed alterazioni cromatiche, focalizzate principalmente al centro dell’opera; sono assenti invece difetti di coesione. Tramite un'attenta osservazione dello strato pittorico, è possibile identificare due evidenti lacune che coincidono con lo strato preparatorio. Sono presenti funghi e macchie causate principalmente dalla presenza di microorganismi, al contrario sono assenti tracce di combustione e manomissioni. Lo strato di finitura è facilmente riconoscibile, data la superficie lucida, nello specifico si ha la stesura di vernice protettiva, non originale e particolarmente disomogenea; caratterizzata inoltre da alterazioni (imbrunimento) accentuate su più del 90% della superficie. In conclusione sono visibili depositi superficiali, come polvere, localizzata al centro del quadro; per quanto riguarda gli interventi posteriori, sono presenti diversi ritocchi su gran parte della superficie.
Come primo intervento è stata effettuata una pulitura superficiale con saliva sintetica, al 2,5%, andando a togliere sporco, fuliggine e inquinanti superficiali. Successivamente sono state eseguite diverse prove di pulitura per verificare quale fosse la più adatta per la rimozione dei diversi strati di vernice ingiallita:
● coccocollagene
● etil lattato e white spirit
● taco 8
E’ stato selezionato il Taco 8, con il quale è stato possibile effettuare la pulitura del rimanente 30% della superficie, eliminando gran parte della vernice ingiallita e i precedenti ritocchi sottostanti.
Attraverso questo procedimento è stato possibile risalire a dettagli del dipinto (baldacchino presente sullo sfondo e un inginocchiatoio di piccole dimensioni, caratterizzato da un cuscino di un colore rosso vibrante) precedentemente non visibili a causa di uno spesso strato di vernice di colore scuro dalla pigmentazione verde/marrone. Concluso l’intervento di pulitura sono state stese a pennello, sull’intera superficie, tre mani di vernice protettiva.


Al termine degli interventi di pulitura siamo andate a stendere a pennello più mani di vernice protettiva, in vista delle successive operazioni di restauro e reintegrazione pittorica che abbiamo eseguito su gran parte della superficie.

Dopo la prima mano di vernice protettiva abbiamo stuccato le lacune dove non vi era più presente la pellicola pittorica.
Queste sono state realizzate con gesso di Bologna e colla di coniglio; una volta rasate a livello sono state ritoccate con la tecnica a tratteggio con colori ad acquarello. Prima di ritoccare con i colori a vernice, a tono, è stata passata una mano di vernice a pennello.

Il quadro è stato completato da diverse mani di vernice spray, messe durante il processo dei vari ritocchi e a conclusione del dipinto per dare uniformità e protezione alla superficie pittorica.

Una volta ultimato il restauro della pellicola pittorica, abbiamo reinserito il quadro all’interno della cornice originaria, altrettanto restaurata.

CORNICE
Il dipinto è ornato di una cornice lignea dorata; questa è caratterizzata da uno strato preparatorio di gesso e colla di coniglio steso a pennello su tutta la superficie in maniera uniforme; al di sopra dello strato preparatorio bianco è stata applicata la doratura a foglia d'oro . Il sistema di ancoraggio-sospensione è caratterizzato da un'attaccaglia a forma circolare in metallo inchiodata al centro del regolo superiore.
La cornice è dotata, agli angolari retrostanti, di rinforzi in metallo inchiodati.
Essa si presenta in discreto stato di conservazione, dal momento in cui è stato possibile osservare attacchi da parte di insetti di media entità ( fori di sfarfallamento ricorrenti nei due regoli laterali e quello inferiore). Agli angoli sono presenti delle lacune con a vista il legno, si possono notare le gallerie scavate dagli insetti xilofagi infestanti. (Angolo sinistro/destro in basso e angolo sinistro in alto).
La cornice presenta delle lesioni in corrispondenza degli angoli (angolo destro inferiore e superiore in forma lieve).
Dopo un'attenta analisi, e un primario intervento di pulitura, è stato possibile identificare la presenza di uno strato di polvere accumulato nel tempo. Come primo intervento è stata stesa una mano di antitarlo-fungicida, per evitare eventuali attacchi futuri da parte di microrganismi infestanti sulla superficie retrostante della cornice.
Dopo le prove di pulitura, tramite l’utilizzo di saliva sintetica al 2,5% e white spirit, è stato effettuato il consolidamento del legno con Primal AC 33 applicato con siringhe e fissato con fascette stringicavo. Eventuali residui di resina sono stati tolti con una spugna imbevuta di alcol e acqua. Un ulteriore consolidamento con white spirit e resina Regalrex 1126 al 10% è stato applicato con pennelli.
Per quanto riguarda le lesioni in corrispondenza degli angoli è stata eseguita una stuccatura profonda con segatura e vinavil.
Avendo ottenuto così una base solida, è stato ricostruito con gesso e colla di coniglio la forma originale della cornice. In seguito alla rasatura, è stato reintegrato il colore mancante con l’utilizzo della tecnica del puntinato ad acquerello.

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