Il sostegno al restauro e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale

10 May 2019

Tutelare il patrimonio più bello del mondo

Tutelare il patrimonio artistico e culturale è al centro della missione formativa dell’Istituto Restauro Roma - IRR. L’Istituto, che ha formato dall’1985 ad oggi oltre 3.000 tecnici restauratori italiani e stranieri nei suoi corsi di formazione professionale, prosegue la sua missione formativa proponendo per l’Anno Accademico 2019/2020 il Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” che abilita alla professione di "Restauratore dei Beni culturali".

Il nostro paese possiede uno dei patrimoni artistici e culturali più grandi e articolati del mondo. L’Italia possiede il maggior numero di siti considerati dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, 54 nel 2018 con più di 40 candidature in lista di attesa. Altrettanto rilevante il numero di centri storici ritenuti di interesse artistico e culturale di origine diversa (etrusca, greca, romana, medievale, rinascimentale, barocca) che si indica  attorno alle  22.000  unità.

Nel 2017 l’ISTAT stimava la presenza in Italia di quasi 5000 musei e istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico di cui  293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti e complessi monumentali. Senza dimenticare le oltre 66mila chiese italiane (è in corso un progetto di mappatura da parte del Vaticano) che per oltre 2/3 sono esse stesse opere d’arte o possiedono al loro interno manufatti artistici storico culturali di immenso valore.

Inutile sottolineare il valore che questa immensa ricchezza rappresenta e può rappresentare in futuro per lo sviluppo economico e sociale del Paese.  Un valore che, secondo uno studio ASK Bocconi Intesa San Paolo, produce esternalità su una varietà di filiere (industrie culturali, enogastronomiche, produzioni tipiche, produzioni artigianali, edilizia di riqualificazione) pari ad un valore complessivo stimato nel 2011 di 170 miliardi di euro, pari al 13% del PIL e 3,8 milioni di occupati.

Si investe ancora troppo poco per i beni culturali

Nonostante ciò la spesa pubblica per i beni culturali è ancora molto bassa. Per farsi un’idea, l’ISTAT,  nell’ultimo rapporto sul benessere equo e sostenibile, sottolinea che nel 2017, la spesa delle Amministrazioni centrali per la valorizzazione di beni e attività culturali e paesaggistici (inclusiva di interventi per paesaggio e spettacolo) si attesta a 1,42 miliardi di euro pari allo 0,24% della spesa pubblica primaria. Un dato ancora più basso rispetto a quello registrato nel 2014, in cui tale spesa rappresentava lo 0,32% del Pil, che colloca l’Italia agli ultimi posti tra i paesi dell’Unione, appena sopra a Portogallo, Regno Unito, Cipro e Grecia, per questo tipo di spesa.

Attualmente le risorse per la tutela e conservazione del patrimonio artistico e culturale derivano per la stragrande maggioranza da finanziamenti pubblici (UE, Stato, Comuni, Regioni e Province) e solo in minima parte sono a carico di privati che, in prospettiva, saranno certamente chiamati a giocare un ruolo sempre più incisivo in chiave mecenatistica.

Tra gli obiettivi naturali di IRR – Istituto Restauro Roma, come corollario alla attività formativa realizzata con il Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro, c’è anche quello di favorire a partire dalla rete di relazioni culturali e professionali sviluppate nel tempo, una rete informativa e professionale nell'ambito della quale condividere curricula professionali, mettere in comune esperienze e tecniche, segnalare progetti e iniziative di formazione, segnalare bandi e opportunità formative, dare visibilità alle imprese di restauro e alle loro specificità, offrire servizi a supporto della professione.

Per questo  motivo l’Istituto apprezza e condivide ogni tipo di sostegno orientato alla valorizzazione e al recupero dei beni culturali per la loro conservazione e restauro.

Art bonus: una spinta per i nuovi mecenat

Proprio per dare una spinta a questo tipo di interventi sul patrimonio pubblico il legislatore ha introdotto nel 2014 e reso stabile nel 2016 lo strumento dell’art bonus che prevede un credito di imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Si tratta di un incentivo importante che prevede un’agevolazione fiscale pari al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Dalla sua introduzione ad oggi sono stati più di 10900 i nuovi mecenati di cui 455 in questi primi mesi del 2019. Un contributo che ha dato respiro ad interventi grandi e piccoli tra i quali si ricordano, tra i più recenti realizzati nella Capitale, le manutenzioni straordinarie del fontanone del Gianicolo, della Fontana del Mosè, della fontana del Peschiera e della fontana del Ninfeo del Pincio affacciata su Piazza del Popolo; il restauro del mosaico pavimentale della palestra nelle terme di Caracalla; il restauro della prima campata maggiore Basilica di S. Agostino in Campo Marzio; il restauro dell’opera di Gustav Klimt “Le tre età” collocata presso la galleria nazionale di arte moderna.

Un contributo che mostra come sia possibile promuvere una collaborazione concreta e proficua tra ‘Sistema Cultura’ e ‘Sistema Impresa’ e assicurare un contributo strategico allo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese e dei nostri Territori.

Fonti e approfondimenti
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/
https://www.istat.it/it/archivio/226510
http://www.ask.unibocconi.it/wps/wcm/connect/9eee46804cadb848950efd0f7bdc7be0/La+gestione+del+patrimonio+artistico+e+culturale+in+Italia.pdf?MOD=AJPERES&CVID=jDpTNzX
https://artbonus.gov.it/cose-artbonus.html

 

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